Associazione Culturale e Teatrale I RETROSCENA - via Gabriele D'Annunzio 8/2, 10078 Venaria Reale

“ Il 6 novembre, Bach, fino ad allora maestro di concerto e organista a corte, è stato, a causa della sua testardaggine e del congedo che sollecita con ostinazione, arrestato nella sala di giustizia; il 2 dicembre, il suo congedo gli è stato infine concesso ed è stato liberato dagli arresti”.

 

E’ in questo modo che gli archivi municipali di Lipsia raccontano questo sorprendente aneddoto della vita di Johann Sebastian Bach.

Siamo alla fine dell’anno 1717, esattamente il 2 dicembre. Bach ha appena finito di passare quattro settimane agli arresti. Il suo signore, il duca di Weimar, non aveva sopportato che il suo brillante musicista avesse potuto immaginare di abbandonare il suo servizio e, per farlo riflettere, l’aveva messo in prigione!

Durante questo periodo Bach si dedicherà alla scrittura dell’ “Orgelbüchlein “, un  piccolo libro d’organo, nel quale sono contenuti  45 corali, 33 da utilizzare come accompagnamento alle funzioni legate alle principali festività dell’anno liturgico e 12 relativi alla vita cristiana.

La rappresentazione teatrale, partendo da questo episodio, presenta  il grande maestro rinchiuso in una stanza del palazzo del Principe, senza clavi-cembalo, munito solo di carta e penna che, tra momenti di sconforto e altri di euforia, condivide il tempo e lo spazio con un giovane guardiano al quale tenta di  insegnare la musica e con il quale instaurerà un rapporto di complicità, di crescita e di scoperta reciproca.

Il talento
imprigionato

Johann Sebastian Bach

Regia

Marco Perazzolo

Adattamento testi

Monica Vietti

Interpreti

Marco Perazzolo, Corrado Rubino

Musicisti

Fabio Renda chitarra, Arianna Massara violoncello

Tecnico Audio Luci

Donato Terrameo

biografia

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